L'arte dell'intreccio della paglia di grano

L’ARTE DELL’INTRECCIO DELLA PAGLIA DI GRANO

14 giugno 2025

Ore: 15.00

Durata: 2h e 30’ circa

Numero massimo di partecipanti: 8 persone

Attività gratuita su prenotazione

 

Descrizione

Sei pronto a coccolare il tempo e dare forma a un’idea attraverso le tue mani? Imparerai l’intreccio tradizionale delle trecciaole del 1800 e realizzerai un piccolo portachiavi frutto di un rapporto prezioso che instaurerai con una fibra speciale, la menata di paglia: un piccolo fastello di fibre più o meno fini del grano. Un’arte antica e silenziosa capace di comunicare in maniera essenziale, fatta di azioni, gesti e cura del tempo e delle piccole cose. Una produzione artigianale che parte dal campo. Il grano vien seminato e raccolto a mano. Ogni filo può essere intrecciato e alternato in modo diverso per creare qualcosa di nuovo. Nulla nasce per caso e in ogni creazione è racchiuso un pezzetto di vita che racconta una storia, ma solo a quelli che la vorranno ascoltare e farne parte.

Del grano nulla si perde, nulla si butta. In Sardegna il grano viene piantato in novembre, il mese in cui per tradizione tornano gli antenati. Si ritiene infatti che possano influenzare sulla germinazione del grano. Il mito ci racconta che, affinchè il grano cresca e prosperi, bisogna celebrare, ricordare e onorare i nostri antenati. In un certo qual modo ricordare i nostri antenati equivale, qui, a riconnetterci con la natura, entrare in contatto e in ascolto con la parte più antica e profonda di noi stessi, dialogare con il nostro subinconscio, capace di guidarci e aiutarci a coltivare l’ardire creativo dell’attesa, porci le domande più consone per ritrovare la nostra strada e realizzare ciò per cui siamo nati. Il tempo che il seme passa sottoterra è parte integrante della vita di una pianta, diceva Goethe. È tempo di sperimentare insieme e condividere intrecci e geometrie semplici e gioiose.

 

L’attività comprende:

✓ Piccola introduzione teorica della tecnica dell’Intreccio della paglia e della sua storia

✓Preparazione del materiale e introduzione dimostrativa dell’Intreccio a 5 steli

✓Realizzazione di un piccolo portachiavi con le treccine realizzate a mano; è gradita la conoscenza base del cucito a mano

 

Crediti

A cura di Francesca Sabbagh – Pepe Bianco

Francesca realizza cappelli e altri manufatti in materiali naturali. Il suo obiettivo è valorizzare e dare nuova vita a un mestiere ormai dimenticato appartenente al periodo fra il 1800 e il 1950, la trecciaiola. La tecnica di manifattura dei cappelli in quel periodo si basava sull’Intreccio con gli steli del grano di una lunghissima treccia, venduta come una matassa adatta ad essere poi cucita per formare il cappello di paglia. A Carloforte. In via Palestro a Carloforte, ha trovato casa Pepe bianco, un luogo accogliente e familiare dove tutto è possibile, dove si lavora e si creano oggetti, ma anche esperienze e residenze condivise.

“Ho iniziato a fare cappelli di paglia prima ancora di conoscerne la storia, la natura, le radici. Li ho iniziati a fare per curiosità, l’istinto mi diceva che era l’evoluzione di tante esperienze che avevo già esplorato, ma su cui non era tempo di soffermarmi, al tempo.

Ora quasi non ne posso fare a meno.

E più la capisco, più mi rapisce nel suo ciclo continuo e senza stagioni. Più restringo il focus sul materiale, più capisco che d’inverno si intreccia e d’estate si lavora.

Così in balia del mio grande entusiasmo e della gioia che provo nell’intrattenermi e sperimentare con i cappelli di paglia, continuo a realizzarli tutto l’anno per essere usati quando si presenta l’occasione. Quando sarà il momento..”

“Sono un’artigiana, una persona, cittadina del mondo che può nel suo piccolo lanciare un messaggio, posso condividere la visione che ho creato, posso essere un esempio per qualcuno o una pazzia per altri. Ho cresciuto questo piccolo brand difendendo valori che per me sono preziosi:

Penso al riciclo, al rispetto per la natura e per gli altri esseri viventi. Penso al recupero di tecniche antiche di lavorazione e al basso impatto ambientale della produzione.

Non serve essere tutti supereroi per fare la differenza, ma serve usare i nostri superpoteri, e tutti ne abbiamo almeno uno. Il mio potere è realizzare e dare forma a idee, sogni e pensieri attraverso i miei cappelli e con le mie mani”

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https://youtu.be/ebS1iocGBIY?si=iA7uLSDSyO-_p6DV

 

Ritrovo

Ore 15.00 – Centro di panificazione – ex Casa Meloni – Via Umberto I, n. 18 – Villaurbana

Punto Google Maps: https://maps.app.goo.gl/jk6cpUi2Kct66iDP6?g_st=com.google.maps.preview.copy

 

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